Un anno di decreti insicurezza

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Ad un anno dall’approvazione del decreto sicurezza voluto dal governo Conte I, due sono gli effetti della norma che si sono potuti registrare:

1) l’aumento consistente del numero di irregolari, collegato all’abolizione della protezione umanitaria, che potrebbe diventare una vera e propria emergenza di cui occorrerà farsi carico. Al contrario la nostra proposta di legge Ero straniero – L’umanità che fa bene, in discussione alla Camera, introduce norme che promuovono il regolare permesso di soggiorno e l’inclusione sociale e lavorativa dei migranti.

2) I bandi che vanno deserti a causa del taglio dei costi per la gestione dei centri di accoglienza. Questo, oltre a gettare le prefetture nel caos, impantanandole tra regole inapplicabili e l’obbligo di garantire il servizio, determina la chiusura di piccole realtà locali, un tempo fiore all’occhiello e simbolo di integrazione. Ne consegue il ritorno alla prassi disastrosa della concentrazione dei richiedenti asilo nei grandi centri, ora senza più i servizi per l’integrazione nelle comunità locali.

E così il “prima gli italiani” ha bruciato 5000 posti di lavoro, trasformando il sistema di accoglienza italiano in un sistema di controllo e smistamento degli accolti, con svantaggi evidenti per tutti i soggetti interessati.