Non è da imbecilli parlare di legalizzazione, da ipocriti spacciare il proibizionismo per guerra alla droga

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Nel corso del 2018 si è registrato un incremento del 60% dei sequestri di eroina (quasi una tonnellata) e si è verificato un aumento del 28% di ricoveri e del 6% di decessi correlati all’uso di oppiacei rispetto all’anno precedente. Sono dati drammatici, a cui un Parlamento che ha a cuore la vita dei cittadini – la loro salute, la sicurezza – dovrebbe dare delle risposte serie. Invece nel nostro Paese si continua con la messa in scena di una finta guerra alla droga che punta in basso, ai consumatori e piccoli spacciatori di cannabis: il 96% dei sequestri e l’80% delle segnalazioni ai Prefetti riguarda, infatti, i cannabinoidi. Una finta guerra alla droga che colpisce anche i settore della cannabis industriale, impedendo fin qui ogni forma di regolamentazione e chiarezza in questo campo. Qualcuno, come il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, con notevole senso delle istituzioni e rispetto degli avversari politici crede sia da “imbecilli” porre il tema della regolamentazione delle sostanze stupefacenti all’attenzione delle nostre istituzioni. Noi crediamo sia da ipocriti e da finti tonti continuare a spacciare per guerra alla droga le politiche proibizioniste che colpiscono consumatori e imprenditori e lasciano liberi i grandi narcotrafficanti.